Ricordiamo che una corretta esposizione consiste nel far passare la giusta quantità di luce attraverso l’obiettivo fino a raggiungere il sensore.
Quali strumenti ha a disposizione un fotografo per regolare al meglio la quantità di luce che raggiunge il sensore (vedremo che sarà possibile ed importante anche regolarne la qualità):
- Modificare la quantità di luce disponibile al momento dello scatto (ad es. con un flash)
- Modificare la sensibilità del sensore (rotellina degli ISO sulla macchina)
- Modificare la grandezza del foro attraverso cui passa la luce (impostare il diaframma)
- Modificare il tempo in cui la luce passa (tempo di esposizione o di scatto)
Supponiamo di non voler interferire sulla luce disponibile (es. niente flash) e di aver impostato il sensore ad una determinata sensibilità (es. ISO 100) regolando il diaframma ad una determinata apertura (es. 5.6) l’unico modo che ci resta per regolare la luce incidente sulla superficie del sensore è decidere quanto tempo durerà l’esposizione.
Il meccanismo, o se volete la diavoleria, che regola il tempo in cui il sensore viene “colpito” dalla luce si chiama OTTURATORE (SHUTTER) e si trova, in genere, fra il diaframma e la superficie sensibile del sensore.
L’ otturatore opera per un tempo che noi possiamo regolare manualmente attraverso una ghiera della macchina fotografica oppure lo regola la macchina automaticamente.
Concettualmente, e costruttivamente parlando, abbiamo almeno due tipi di otturatore: quello CENTRALE e quello A TENDINA (anche se sarebbe più opportuno definirlo a tendine in quanto sono due)
L’ otturatore centrale in genere si trova nell’obiettivo disposto sul piano focale e sostanzialmente è un diaframma a lamelle che si apre e si chiude.
Io lo ho avutoo, molti anni fa, sulla mia biottica 6 x 6 Yashica Mat 124 e non avevo alcun problema sui tempi di sincronizzazione del flash.
L’otturatore a tendina è quello maggiormente tuttora in auge sulle reflex e consiste in due tendine: una scopre il sensore e l’altra a seguire lo ricopre.
Il tempo in cui il sensore rimane “scoperto” coincide con il tempo di posa o di scatto o di esposizione. (SHUTTER SPEED)
Valori tipici dei tempi di scatto sono:
- 1/8000 s
- 1/4000 s
- 1/2000 s
- 1/1000 s
- 1/500 s
- 1/250 s
- 1/125 s
- 1/60 s
- 1/30 s
- 1/15 s
- 1/8 s
- 1/4 s
- 1/2 s
- 1 s
- B (bulb) — l’otturatore rimane aperto finché il fotografo tiene premuto il pulsante di scatto.
- T — l’otturatore rimane aperto fintantoché l’operatore non ri-preme il pulsante di scatto.
Le moderne macchine fotografiche consentono anche la scelta di tempi intermedi fra due tempi riportati in tabella.
Al momento sappiate che i tempi rossi sono “tempi lenti o lunghi”, i tempi verdi sono quelli “normali”, i tempi blu sono “tempi rapidi” e quelli in arancio sono tempi “speciali”
Più breve sarà il nostro tempo di posa più scura sarà la nostra foto poiché faremo arrivare sul sensore un quantità minore di luce.
Per ottenere una foto esposta correttamente, quindi né troppo chiara né troppo scura, é necessario “indovinare” la giusta coppia diaframma/tempo di scatto.
Per fortuna in molte situazioni di luce normale questa coppia non è unica ma ne abbiamo a disposizione diverse.
Ricapitolando:
– Occorre esporre bene una foto per non farla venire troppo chiara o troppo scura scegliendo la giusta coppia Diaframma / Tempo di Posa
– Se tale coppia non esiste in quanto la luce è insufficiente o troppo forte bisogna intervenire sulla sensibilità ISO o introducendo luce artificiale
_ Se la coppia è unica non abbiamo scelta e dobbiamo capire se è adattabile agli altri aspetti della foto
– Se abbiamo più coppie equivalenti (nel senso che fanno passare esattamente la stessa quantità di luce) dobbiamo scegliere quella più adatta al nostro stile ed al risultato desiderato (Questo è uno degli aspetti chiave del lavoro del fotografo)
Vedremo in seguito come scegliere la giusta esposizione e come diaframma e tempo di scatto influiscono su altri importantissimi aspetti della foto.
– Movimento del soggetto o della camera (Foto Mossa)
– Messa a fuoco del soggetto e profondità di campo (Nitidezza della foto)
– Scelta del soggetto
– Composizione della foto
– Contrasto e colori
Ricordiamo che il basso livello di approfondimento di questi articoli rientra nel tentativo di non disorientare e scoraggiare chi si approccia per la prima volta al meraviglioso mondo dell’arte della fotografia.
