Fotografia di base – Esposizione

Non potevamo che iniziare da qui per avviare il nostro percorso per diventare appassionati di fotografia, una serie di articoli per ripercorrere i concetti di base, lasciate perdere il modello di macchina da comprare, queste nozioni fondamentali sono molto più importanti e su questo sito sono per giunta gratuite.

FOTOGRAFIA DI BASE : ESPOSIZIONE

LIVELLO ZERO

Siete partiti alla grande : Fotocamera ultimo grido, modella di prim’ordine , ottima location, luce perfetta……..ma non sapete neanche come si accende la macchina.

Che fare?

  1. trovare nei paraggi qualcuno che la sappia usare e fingere che sia un vostro collaboratore.
  2. Smetterla con la fotografia ed offrire un caffè alla modella (dopo averla pagata ovviamente)
  3. Continuare con il LIVELLO 1

LIVELLO 1

Dopo aver letto sommariamente il manuale della vostra fotocamera (al momento non interessano assolutamente Marca modello costo ect.) avete scoperto che esiste un pulsante di on/off ed un selettore che fra l’altro si può impostare su AUTO

Che fare?

  1. Ruotare la levetta di accensione su ON (se la batteria è carica  la macchina dovrebbe accendersi)
  2. Impostare il selettore dei modi di ripresa su AUTO (modalità completamente automatica)
  3. Scattate tante foto
  4. Ruotare la levetta di spegnimento su OFF quando avete finito (la macchina si spegne)

A questo punto , complice anche un po’ di fortuna, avrete tante belle foto da conservare ma anche tante foto sbagliate o che non corrispondono a quello che volevate ottenere.

In ogni caso siete diventati fotografi, con concrete possibilità di portare a casa qualche piccolo capolavoro e sicuramente tanti bei ricordi.

La maggior parte dei fotografi moderni, e stiamo parlando di milioni di persone in tutto il mondo, si ferma e vive felice al LIVELLO 1

Fatemi solo una cortesia: se siete dei fotografi digitali, salvate quelle benedette foto dalla memory card su un computer da qualche parte (in questo momento avete scoperto la parola Backup).

Questo tipo di fotografia viene definita PUNTA E SCATTA in inglese POINT AND SHOOT

LIVELLO 2

Se volete schiodare la macchina ed il vostro cervello da quella misteriosa posizione “AUTO” dovrete imparare a fare da soli quello che fa la fotocamera automaticamente.

Perché dovreste svolgere un compito che la macchina già svolge egregiamente ?

Risposta semplice: perché non lo svolgerà mai come un’ essere umano, e ciò vale sia nel bene che nel male, ma vale.

Per imparare dovremo “obbligatoriamente” conoscere almeno tre personaggi (io dico quattro e spiegherò il perché):

  1. Il Sig. DIAFRAMMA che in Inglese si chiama anche APERTURE
  2. Il Sig. TEMPO DI SCATTO detto anche SHUTTER SPEED
  3. La Sig.ra SENSIBILITA’ DEL SENSORE (o della cara e vecchia PELLICOLA detta FILM – in seguito si parlerà solo di sensori per comodità espositiva ma i concetti valgono per entrambi gli elementi sensibili)

Vi anticipo che sono loro che comandano la CORRETTA ESPOSIZIONE

Ora che sapete che questi Signori esistono e godono di buona salute avete degnamente superato il LIVELLO 2 anche se operativamente non è cambiato nulla dal LIVELLO 1.

Poco male continuate a godervi i capolavori scattati in automatico.

LIVELLO 3

Questo livello è molto semplice ma fondamentale: si tratta solo di una storiella per capire cosa significa CORRETTA ESPOSIZIONE  e che produrrà una foto né troppo chiara né troppo scura e quindi CORRETTAMENTE ESPOSTA.

Una foto troppo scura si dice SOTTOESPOSTA mentre una foto troppo chiara si dice SOVRAESPOSTA

Per ottenere una foto occorre un SENSORE da “esporre” alla luce.

Eccola la quarta persona di cui vi dicevo prima, la SIGNORA LUCE, ma signora è poco, la REGINA LUCE, senza luce non si ottengono foto, l’ oscurità non si può fotografare, a meno che non ci si accontenti di una foto completamente scura.

Definito che per fotografare occorre la luce, poca o tanta che sia,  cerchiamo di capire come si espone correttamente con l’ ormai famosa storiella di esempio.

Immaginiamo che il nostro sensore sia una stanza da pranzo chiusa completamente buia.

In questa stanza da pranzo c’è una tavola a cui dovranno accomodarsi dodici persone per raccontare cosa hanno visto fuori della stanza affinché se ne possa fare un disegno cioè una fotografia. (prima la foto e poi si mangia…..a proposito i fotoni mangiano il buio in tutte le salse)

Ognuna di queste dodici persone , che chiameremo Fotoni (è una storiella i fotoni veri non c’entrano o c’entrano poco), porterà al tavolo e nella stanza da pranzo (SENSORE) un dodicesimo delle informazioni indispensabili per ottenere una ricostruzione di quello che hanno visto all’ esterno, e registrare quindi una foto CORRETTAMENTE ESPOSTA

Come facciamo a far entrare i dodici Fotoni nella stanza ?

Apriamo una porta per un determinato tempo e la chiudiamo dopo che sono passati i dodici Fotoni.

(Entrano da soli non vi preoccupate, devono mangiare il buio)

E dopo?

Facciamo accomodare i 12 fotoni, ci facciamo spiegare quello che hanno visto fuori e lo scriviamo su un foglio di carta, dopo sulla base degli appunti produciamo un bel disegno che diventerà la nostra fotografia.

Storiella finita ma restano alcune domande:

Ma fuori della stanza quanti fotoni c’erano?

Se ne fossero entrati 20 invece di 12 ?

Se ne fossero entrati 6 invece di 12?

E soprattutto: quanto deve essere larga la porta ?

Chi ha stabilito che ci volevano 12 Fotoni per una corretta esposizione?

In queste domande e nelle relative risposte si racchiude quasi l’ intera storia della tecnica fotografica.

Se fuori c’è il buio non ci sono Fotoni, nessuno entra, neanche dopo un’ ora avremo informazioni e tireremo fuori solo una foto tutta buia.

Se fuori della stanza c’era poca luce, i Fotoni scarseggiavano , e quindi per convincerne 12 ad entrare dovevamo avere una porta molto grande ed aperta per molto tempo.

Se fuori della stanza c’era molta luce, i Fotoni abbondavano, e per farne entrare solo 12 dovevamo avere una porta piccola ed aperta per poco tempo.

Se fossero entrati 20 Fotoni avremmo avuto troppe informazioni che si sarebbero accavallate e quindi una foto SOVRAESPOSTA cioè troppo chiara.

Se fossero entrati solo 6 Fotoni avremmo avuto la metà delle informazioni e quindi una foto SOTTOESPOSTA cioè troppo scura.

In condizioni di luce esterna ben precise, diciamo 100 Fotoni disponibili e pronti ad entrare, per farne entrare solo 12 l’ unico modo è agire sulla grandezza della porta e sul tempo che la teniamo aperta.

Il numero preciso di 12 Fotoni è stato identificato con un’ apparecchiatura che si chiama ESPOSIMETRO e che misura la luce necessaria per ottenere una corretta esposizione (ma questo argomento sarà trattato in un post ad hoc in quanto molto vasto)

Veniamo a noi:

La porta si chiama DIAFRAMMA

La grandezza della porta si chiama APERTURA DEL DIAFRAMMA

Il tempo per cui la teniamo aperta si definisce TEMPO DI SCATTO

Impostando diversi valori di APERTURA DEL DIAFRAMMA e del TEMPO DI SCATTO otteniamo una CORRETTA ESPOSIZIONE (i 12 Fotoni seduti a tavola per intenderci) a parità di SENSIBILITA’ DEL SENSORE

Ma nella storiella cosa rappresenta la SENSIBILITA’ DEL SENSORE?

Diciamo che sarebbe la prontezza del sensore nel capire le informazioni necessarie portate dai Fotoni.

Al nostro sensore, regolato ad una certa SENSIBILITA’,  servivano 12 Fotoni per esporre correttamente, se fosse stato regolato ad una SENSIBILITA’ PARI ALLA META’ ne avrebbe avuto bisogno di 24, mentre regolato ad una SENSIBILITA’ DOPPIA sarebbero bastati solo 6 Fotoni

Ma per fare entrare 6, 12 o 24 Fotoni sarebbero stati necessari TEMPI DI SCATTO DIVERSI e/o APERTURE DEL DIAFRAMMA DIVERSI

Non me ne vogliano gli esperti del settore per le eventuali “inesattezze” teoriche ma tutta questa storia era per dire che per fare una fotografia non in automatico (parleremo poi dei metodi Semiautomatici”) occorre impostare i valori di APERTURA DEL DIAFRAMMA del TEMPO DI SCATTO e della SENSIBILITA’ DEL SENSORE

LIVELLO 4

Ok ragazzi basta con le storielle da questo livello in poi si fa sul serio.

Il DIAFRAMMA serve a regolare la quantità luce (riflessa e/o emanata dai nostri SOGGETTI) che passa attraverso l’ obiettivo e si trova nell’ obiettivo stesso .

Il SENSORE si trova nella fotocamera (prende il posto della pellicola nella fotografia digitale) e serve per catturare le informazioni fornite dalla luce usata per l’ esposizione (segnale – informazione analogica) e trasferirle al processore della macchina digitale che le trasformerà (trasduzione) in dati numerici binari (informazione digitale) registrandoli poi su un supporto di memoria non volatile (scheda di memoria che inserite nella macchina).

La definizione di SENSIBILITA’ di un sensore fotografico digitale è abbastanza complessa, bisognerebbe parlare di guadagno elettronico, segnale, rumore ect.

Ne parleremo più approfonditamente in altro livello.

Al momento basti sapere che si misura in ISO (ASA o DIN per le pellicole) e si può impostare su una moderna fotocamera su valori più bassi di quello base (BASSI ISO) per situazioni di luce intensa e su valori più alti di quello base (ALTI ISO) per situazione di luce debole, o come si usa dire in gergo fotografico, scarsa.

E’ meglio che lo sappiate subito : aumentare la sensibilità ISO , per ottenere foto con luce scarsa, comporta un’ aumento del rumore dell’ immagine ottenuta (effetti indesiderati quali granulosità, artefatti ed alterazione dei colori), pertanto attenetevi scrupolosamente a farlo solo in caso di mera necessità.

Fra il diaframma ed il sensore (posto nella fotocamera) vi è l’OTTURATORE che regola il TEMPO DI SCATTO detto anche TEMPO DI ESPOSIZIONE , come il diaframma anch’ esso regola la quantità di luce che raggiungerà il sensore. (Immaginate anche un rubinetto dell’ acqua, per riempire un secchio posso avere un rubinetto grande aperto per poco tempo o uno piccolo aperto per molto tempo, in ogni caso avrò riempito il secchio (sensore) ma in tempi diversi.

Si ma cosa dobbiamo fare per ottenere una CORRETTA ESPOSIZIONE senza metodi automatici o semiautomatici ?

  1. Impostiamo sulla nostra fotocamera la sensibilità ISO di base (se non è stata cambiata, corrisponde al valore di fabbrica e non dobbiamo fare assolutamente nulla, al massimo controllare che sia così)
  2. Misuriamo la luce riflessa da un soggetto con un’ esposimetro (non preoccupatevi di acquistarlo, oggi l’esposimetro è incorporato nel 99% delle fotocamere).
  3. Leggiamo sull’ esposimetro una delle coppie DIAFRAMMA/TEMPO DI SCATTO che ci vengono proposte ed impostiamola manualmente sulla fotocamera.
  4. Scattiamo e verifichiamo che la foto sia esposta secondo i nostri gusti.

Fatto, ci siamo liberati della posizione AUTO (in genere di colore verde) ed abbiamo catturato la nostra prima foto in manuale M.

Ecco la scala dei principali valori di apertura del diaframma così come riportata sulla “GHIERA DEI DIAFRAMMI” del famoso “Cinquantino Nikon” NIKKOR AF 50 1.8 D :

Per questo obiettivo di esempio i valori di diaframma possibili sono:

1.8 Massima Apertura (MA) (WIDE OPEN)

2.8 Diaframma chiuso di 1 stop rispetto a MA

4     Diaframma chiuso di 2 stop rispetto a MA

5.6   Diaframma chiuso di 3 stop rispetto a MA

8   Diaframma chiuso di 4 stop rispetto a MA

11   Diaframma chiuso di 5 stop rispetto a MA

16 Diaframma chiuso di 6 stop rispetto a MA

22   Diaframma chiuso di 7 stop rispetto a MA

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